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    Famiglia

    Lettera a mio figlio per quando sarà grande

    14 Maggio 2015

    io-Edo

    Lettera a mio figlio per quando sarà grande. Lettera numero uno.

    Ciao amore mio,

    probabilmente ti seccherà essere chiamato ancora così, ma come ti avevo promesso quando eri piccolo, tu sei e sarai sempre il mio amore. Cerco di non farlo davanti ai tuoi amici e di non intristirmi se quando ci son loro esci di casa senza darmi un bacino. 

    A proposito, dove vai oggi? Sei grande ormai e non ha più troppo senso, ma vorrei poter sapere dove vai, con chi vai, come sei, quando non ti vedo io. No, non sto pensando di seguirti, anche se qualche volta l’idea mi è balenata, ma non perché non mi fidi di te, sai che mi fido, se lo facessi sarebbe solo perché muoio dalla curiosità di sapere come sei quando sei con i tuoi amici, di vedere come ti muovi, come parli, cosa dici quando non sai di essere osservato.

    Sei sempre stato molto attento alla mia opinione, spero di non averne approfittato troppo, ho sempre cercato di non influenzarti, almeno coscientemente.

    Ti sto scrivendo perché mi piacerà rileggere questa lettera quando sarai ormai grande e potrò vedere con che occhi ti guardavo e come ti immaginavo mentre ti crescevo. 

    Ti immagino bello, con i tuoi occhioni scuri e sinceri, sincero, anche troppo, come sei già adesso, ti immagino leale, di quelli che per un amico si fanno in quattro. Mi piace che tu lo faccia, ma non esagerare, ricordati sempre qual è il confine tra le cose giuste e quelle sbagliate e non oltrepassarlo per nessuno.

    Però divertiti, non farti troppe domande quando le cose son semplici, sorridi sempre con il sorriso splendido che hai ora (per allora i denti saranno spuntati tutti, spero!) e non  smettere di correre e tuffarti tra l’erba come fai ora, prendi la vita di petto, goditela, corri dietro ai tuoi obiettivi con la stessa determinazione con cui oggi rincorri la palla da basket. Io sarò li a fare il tifo per te, anche se senza gridare troppo, in punta di piedi per non disturbare la tua vita. 

    Se ne hai bisogno io ci sono sempre e ricordati che puoi sempre dirmi tutto, tutto, tutto. Cercherò di non giudicarti, come facevo quando eri bambino, ma solo di aiutarti a trovare, da solo, la tua strada.

    Ti adoro, ora e sempre.

    La tua mamma

    Lettera a mio figlio per quando sarà grande. Lettera numero 2

    Ehi, piccoletto. Posso ancora chiamarti così, anche se adesso sei di un pezzo più alto di me? A proposito, sappi che apprezzo molto se non dici niente della ricrescita grigia dei miei capelli. Voglio dire sempre che tu mi dica qualcosa in generale, di questi tempi. La verità è che di maschi non so una cippa, quindi che cacchio ne so se gli adolescenti maschi parlano o non con le loro madri?

    Quindi mentre fai le valigie (o più probabilmente mentre IO ti faccio le valigie) per andare all’Università, spero non ti dispiaccia se ho messo insieme un elenco di stronzate da NON fare mentre sei lì.

    Okay, comincio.

    Non andare mai a letto con una ragazza senza usare il preservativo. Non parlo di metodi concezionali. IL PRESERVATIVO!!! Non me ne sbatte un cavolaccio se quella ti dice che sta prendendo la pillola o che usa il diaframma. Perché ecco cosa ti può capitare se non usi il preservativo. Puoi prenderti ogni sorta di schifezze. Tipo l’AIDS, l’herpes o la clamidia. Oh, ecco un’altra cosa che ti può capitare se non usi il preservativo: un bambino. Esatto. Un bel bambinello cacante, sdiarreante, urlante, pisciante, mai dormiente e sempre appiccicato a quella stronza di sua madre. E credimi, non ti conviene ritrovarti con uno di quei cosi.

    Inoltre se metti incinta una ragazza, sarai il suo paparino-schiavo PER SEMPRISSIMO. E lo so che c’è qualche chica supersexy che in questo momento ti sembrerebbe favolosa con quelle mutandine di Vicroria’s Secret con scritto chiamami, ma quella a dire il vero è solo una anticipazione della strega irritante che diventerà se la metti incinta. “Chiamami quando esci dall’ufficio. Chiamami perché potrei aver bisogno di chiederti di comprare il latte. Chiamami  e dimmi che mi ami.”

    Quindi non potrò mai ripetertelo abbastanza. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna. Non mettere incinta nessuna.

    Okay, allora possiamo cambiare argomento. Mentre sei all’università, probabilmente non serve che sia io a dirtelo, ma una volta ogni tanto va bene prendersi una sbronza. E ci sono un mucchio di cose divertenti e del tutto innocue che si possono fare da sbronzi. Tipo inghiottire un pesce rosso (so che gli animalisti che leggeranno questa pagina staranno smadonnando, però ragazzi, su, è un pesce rosso) O tirare fuori qualche accento irritante. Però ecco la vera ragione per cui ti sto parlando di sbronze. Ecco le cose che NON devi fare da ciucco. Per esempio prendere la macchina e guidare. Se sei ubriaco e devi andare dal punto A al punto B, chiamami. Dilla pure tutta, tipo che sei con uno spacciatore, che stai andando in un bordello. Non me ne sbatte niente. Chiamami e basta. Verrò io a scarrozzarti perché preferirei fare questo piuttosto che lasciarti guidare ubriaco.

    Inoltre, da ultimo ma non meno importante, un’altra cosa da fare quando sei ciucco tradito è NON mettere incinta nessuna!!!

    Non dimenticarti di lavare le lenzuola ogni tanto, almeno una volta ogni semestre, specialmente se in quelle lenzuola ti dai parecchio da fare per NON mettere incinta nessuna.

    Non scegliere le ragazze in base alle tette perché un giorno se le ritroveranno alle caviglie. 

    Non dimenticarti di abbracciarmi quando passi a trovarci. Ogni singolo fine settimana. Ti voglio bene e passerò il tempo ad annegare il dispiacere nel vino rosso fino a venerdì, quando passerai da casa per abbracciarmi.

    Con affetto,

    Tua madre.

    P.S. Nel caso avessi scorso rapidamente questa lettera troppo lunga e dunque ti fossi fermato a leggere solo l’ultima riga, non mettere incinta nessuna.


     

    Avete letto entrambe le “Lettera a mio figlio per quando sarà grande”?

    Quale avete preferito? In quale vi ritrovate di più?

    La mamma coccolosa, tutta miele e cuoricini o la mamma ironica, dritta, schietta?

    Non che non sia anche affettuosa lei, non come la prima certo, ma direi che il suo amore per il figlio è in ogni riga della lettera, no? Solo che non è così esplicito come nella prima lettera.

    La prima l’ho scritta io. Ovviamente, perché io sono così.

    La seconda è di Karen Alpert, blogger americana su BabySideburns.com.

    La lettera numero 2 è estratta da un capitolo del suo libro AMORI DI MAMMA UN #@**%!, un libro senza censure, pieno di ironia che racconta la maternità come non siamo abituati a vederla.

    Amori di mamma

    Di libri per le mamme ne ho letti molti, per la maggior parte son libri zuccherosi, manuali d’uso improntati alla creazione di un modello di mamma perfetta, immune da errori e da critiche, politically correct con gli altri e con i figli. Ma le mamme vere, alla prova dei fatti son così perfette?

    No, nessuna di noi lo è, siamo profondamente imperfette, messe a dura prova dalla realtà dei fatti diventiamo spietate come Crudelia Demon, facciamo pensieri cattivi, anche se poi non li mettiamo in atto.

    Karen Alpert sdogana la maternità zuccherosa per dare voce alle mamme ironiche, che non hanno paura di dire le cose come stanno.  Leggetela se avete voglia di ridere, ma soprattutto se volete guardarvi allo specchio con ironia.

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    P.S. Sul libro c’è anche la Lettera a mia figlia per quando sarà grande.Imperdibile anche quella!

     

    Post scritto in collaborazione con Giunti. 

    Giunti libri per mamme sponsor e collaborazioni
    by Federica 
    11 commenti

    About Federica

    Appassionata di libri per bambini, mamma di due maschietti di 8 e 11 anni. Program Manager per lavoro e inclinazione personale: amo programmare, organizzare e non sto mai ferma! Tra Roma e Genova, cresco i miei figli cercando di educarli al bello, dai libri all'arte, alla buona cucina.

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    Commenti

    1. Mammafelice dice: 14 Maggio 2015 alle 09:29

      Che bella lettera, bellissima. la tua lettera mi ha commosso e mi è sembrata molto vera.

      Rispondi
      • MammaMoglieDonna dice: 14 Maggio 2015 alle 13:45

        Barbara, lo è… caspita, io son smielata così con loro! ^_^

        Rispondi
    2. chiara dice: 14 Maggio 2015 alle 09:35

      Standing Ovation!!!!
      Io ovviamente mi ritrovo nella seconda, meglio dire le cose spietate e schiette!!! E ripeterle all’infinito!!! Mi piacerebbe pensare alla versione al femminile (essendo mamma di una femminuccia)… ci penserò su! 🙂

      Rispondi
      • MammaMoglieDonna dice: 14 Maggio 2015 alle 13:46

        Chiara, sul libro trovi anche la versione al femminile. Bellissima!

        Rispondi
    3. Laura The Pocket Mama dice: 14 Maggio 2015 alle 23:17

      Le tue recensioni hanno sempre quel qualcosa in più! bellissima lettera (la tua) 😉

      Rispondi
      • MammaMoglieDonna dice: 15 Maggio 2015 alle 10:27

        Ma grazie! <3

        Rispondi
    4. Gioia dice: 15 Maggio 2015 alle 08:59

      Sono mamma di tre maschi e temo che “non mettere incinta nessuna” e “non guidare ubriaco” saranno le mie mantra quando saranno grandi…

      Rispondi
      • MammaMoglieDonna dice: 15 Maggio 2015 alle 10:29

        Gioia, si ma anche rispetta le donne, rispetta te stesso, no?
        Abbiamo un dovere enorme noi mamme di figli maschi nell’educarli al rispetto delle donne.
        Ne ho scritto qualche tempo fa…
        http://mammamogliedonna.it/2013/09/crescere-figli-maschi.html

        Rispondi
        • Gioia dice: 15 Maggio 2015 alle 11:53

          Assolutamente sì…sono d’accordo anche col vecchio post, siamo noi mamme di maschi che abbiamo davvero un’opportunità di cambiare le cose nel nostro piccolo e crescere ragazzi e uomini meravigliosi e rispettosi degli altri!

          Rispondi
          • hermione dice: 15 Maggio 2015 alle 14:57

            In effetti, a tal proposito, lì per lì la seconda lettera mi aveva un po’ lasciata perplessa perché, per essere stata scritta da una donna, mi sembrava troppo maschilista. Poi, arrivata alla fine, ho capito che era ironica (o almeno credo, e spero).
            Personalmente, pur non essendo una persona smielata, mi riconosco più nella prima lettera, è così che parlerei a mio figlio da qui a…quindici anni.
            Poi chissà, un domani, quando lui avrà una fidanzata, soffrirò anch’io di gelosia nei confronti di quella donna più giovane di me (speriamo che lo sia, perché di questi tempi non è per niente scontato) che gli avrà rubato il cuore. Ma magari, invece, riuscirò a mantenere un certo equilibrio psichico. Speriamo.

            Rispondi
          • MammaMoglieDonna dice: 15 Maggio 2015 alle 15:00

            Un bell’impegno, ma io me lo assumo volentieri! ^_^

            Rispondi

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